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Triennio 2012/2013 – Biscotti per la Biennale

Lasciando libertà nella definizione della tipologia degli ingredienti, è chiesto il progetto di una nuova o rivisitata forma di “biscotto” avente come tema “Il Palazzo Enciclopedico”, soggetto della 55° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale Arte di Venezia prevista per il giugno 2013. La designazione della tipologia e dei gusti del biscotto diverrà una riflessione su come la forma può aiutare la percezione del sapore. Non è richiesto il progetto del packaging del biscotto poiché si prevede sia ricoperto da un semplice involucro di protezione e poi inserito in una sfera di plastica; per questo motivo dovrà avere dimensioni tali da poter essere contenuto in un cerchio di 7 cm di diametro e con uno spessore non superiore ai 2 cm. La determinazione del progetto è in collaborazione con le pasticcerie Majer di Venezia i cui titolari/referenti potranno valutare la produzione del biscotto e la vendita nella loro rete distributiva ma anche, per esempio, nei bookshop della Biennale. Oltre alle tre tavole di progetto, è richiesto lo studio, con modelli in cartoncino, plastilina o altri materiali, in scala al vero del progetto ideato.

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Triennio 2012/2013 – Gioiello con scarti industriali

La progettazione di un “gioiello” (presumibilmente una collana o un braccialetto) che reinterpreti uno scarto di tipo industriale. Il tema non è centrato sul riciclo di prodotti difettati o dimessi, bensì sulla reinterpretazione di un residuo di lavorazione che, attraverso operazioni di ricontestualizzazione e riorganizzazione, generi un nuovo artefatto. Un progetto che didatticamente offra la possibilità di operare su forme e materiali precostituiti introducendo una metodologia di lavoro che restituisca coerenza ad elementi per loro natura frammentati e casuali. Per svolgere correttamente l’iter che porterà al progetto finale, gli studenti, anche organizzati in gruppi, prenderanno contatto con alcune aziende (presumibilmente nell’area veneziana, ma non necessariamente) chiedendo di poter “lavorare” con gli scarti di produzione che le stesse aziende producono. L’esercizio progettuale sarà poi portato avanti in modo individuale. Lo scopo di questo tipo di organizzazione è molteplice. Oltre alla principale finalità didattica con l’applicazione di una metodologia progettuale, c’è la possibilità di creare, con il pretesto del progetto, l’opportunità di un rapporto con il mondo reale della produzione, avvicinando aziende che, per questo o altri progetti, potrebbero essere interessate ad una collaborazione. Altro implicito obiettivo è di offrire alle ditte coinvolte la possibilità di realizzare dei prodotti a bassissimo costo che auspicabilmente trovino un canale di vendita.Non è richiesto il progetto del packaging del gioiello poiché si prevede sia inserito in una palla di plastica e per questo motivo dovrà avere dimensioni tali da poter essere contenuto in un volume sferico di circa 7 cm di diametro.

BerduscoLaura  BiscuolaGiulia BrovelliGiovanni  BussoGiacomo

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Triennio 2011/2012 – Un gelato per Pepino

Lasciando libertà nella definizione del tipo di gelato, è chiesto il progetto di una nuova o rivisitata forma di “gelato confezionato” per la gelateria “Pepino”, l’inventore del “pinguino” La designazione della tipologia e dei gusti di gelato scelto diventa una riflessione su come la forma può aiutare la percezione del sapore. La determinazione del progetto è in collaborazione con il sig. Edoardo Cavagnino responsabile di Pepino Gelati, Piazza Carignano, 8, 10123, Torino. Oltre alle tre tavole di progetto, è richiesto lo studio, con modelli in cartoncino, plastilina o altri materiali, in scala al vero.

Boschero  CollettiFerrero Cuoertino (altro…)