foglia oro

Visita al laboratorio Mario Berta Battiloro, Venezia, 12/12/2019

Visita al laboratorio Mario Berta Battiloro a Venezia con gli studenti del Biennio in preparazione al progetto di un gioiello valorizzato dalla foglia d’oro da realizzarsi per Hilton Molino Stucky Venice. La lavorazione della foglia oro è stata magistralmente illustrata da Eleonora Menegazzo e dalla sorella Sara, figlie dell’ultimo battiloro ancora operante in Europa. (foto di Tina Rinaldini)

 

Gioiello con foglia oro per Battiloro

Il brief del progetto richiedeva l’ideazione di un gioiello indossabile, esclusivamente di carta, per l’azienda Berta Battiloro di Venezia. L’ispirazione del progetto era il tema della Biennale Arte 2019 di Venezia “May You Live in Interesting Times” (curatore Ralph Rugoff).
Il gioiello doveva essere ricavato dalla fustellatura, all’interno di un foglio di cartoncino in formato A4 (cm 21 x cm 29,7) orizzontale, di grammatura 300 gr, utilizzando lo spazio di cm 21 x cm 21. Era richiesta la personalizzazione grafica con la foglia oro ed eventuali immagini o disegni stampati, in un solo lato del foglio.
La finalità del progetto era costruire, partendo da un foglio bidimensionale, esclusivamente attraverso tagli ed eventuali cordonature, una struttura indossabile che fosse il più tridimensionale possibile.

Un gioiello /oggetto gadget per Orsoni

Il progetto prevedeva di raccogliere e selezionare oggetti da destinare alla promozione della Fornace Orsoni: sin dal lontano 1888 la fornace Angelo Orsoni è la più antica del mondo specializzata nella produzione del preziosissimo mosaico di vetro a foglia d’oro.
Il progetto aveva lo scopo di avvicinare gli studenti alla conoscenza del vetro come prodotto pregiato e tipico della tradizione Made in Italy promuovendo la realizzazione di un prototipo di un artefatto in vetro.
L’oggetto da progettare e realizzare in forma di prototipo era un gioiello (collana, orecchino, bracciale, spilla, tiara, ecc.) oppure un oggetto per la scrivania o la casa (portapenne, portacancelleria, portacellulare, leggio, portacandele, portacarte, portachiavi, timbro, tappo, vassoio, ecc.). I materiali da utilizzare erano liberi, anche se necessariamente a basso costo. L’artefatto aveva la finalità di “inglobare” una o più tessere vitree prodotte dalla Fornace Orsoni.
Per la realizzazione dei prototipi è stato utilizzato il materiale vitreo messo a disposizione dalla Fornace Orsoni.
La finalità del progetto era costruire un artefatto tridimensionale promozionale in cui anche l’aspetto proporzionale dell’oggetto fosse momento di particolare attenzione.
Era richiesta anche la progettazione (con relativa realizzazione) di un packaging minimo o di un cartoncino di accompagnamento.
Ha preceduto la fase progettuale la visita alla Fornace Orsoni a Venezia, che è risultato un momento indispensabile per capire l’”aura” di contestualizzazione del progetto.