Triennio 2012/2013

Triennio 2012/2013 – Scatola a sorpresa (progetto finale)

L’oggetto contenitore. Il progetto di una scatola e del suo contenuto in cui le problematiche della rappresentazione, della grafica, del packaging e del pop up troveranno concretizzazione raccogliendo tutti i progetti e (eventualmente) le esercitazioni elaborate. Il contenitore dovrà presentare una sorta di “riassunto tridimensionale” del corso. La scatola rispetterà le misure (in prospetto) del contenitore standard porta DVD (H cm 19,2 x P cm 13,8), mentre lo spessore (L) è a discrezione. È richiesta la consegna di due immagini digitali formato 800 x 600 punti a 300 dpi dell’oggetto realizzato (una foto della scatola chiusa ed una aperta) inserite anche nella scheda da consegnare.

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Triennio 2012/2013 – Biscotti per la Biennale

Lasciando libertà nella definizione della tipologia degli ingredienti, è chiesto il progetto di una nuova o rivisitata forma di “biscotto” avente come tema “Il Palazzo Enciclopedico”, soggetto della 55° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale Arte di Venezia prevista per il giugno 2013. La designazione della tipologia e dei gusti del biscotto diverrà una riflessione su come la forma può aiutare la percezione del sapore. Non è richiesto il progetto del packaging del biscotto poiché si prevede sia ricoperto da un semplice involucro di protezione e poi inserito in una sfera di plastica; per questo motivo dovrà avere dimensioni tali da poter essere contenuto in un cerchio di 7 cm di diametro e con uno spessore non superiore ai 2 cm. La determinazione del progetto è in collaborazione con le pasticcerie Majer di Venezia i cui titolari/referenti potranno valutare la produzione del biscotto e la vendita nella loro rete distributiva ma anche, per esempio, nei bookshop della Biennale. Oltre alle tre tavole di progetto, è richiesto lo studio, con modelli in cartoncino, plastilina o altri materiali, in scala al vero del progetto ideato.

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Triennio 2012/2013 – Cartolina/oggetto-ricordo per la Fondazione Cini

Il progetto di una “cartolina” che, attraverso tagli e/o pieghe si trasformi in una struttura tridimensionale, in un oggetto che, per quanto aleatorio, possa avere una funzione: portapenne, gioco, salvadanaio, scatoletta, gioiello, portafoto, calendario o altro.
La cartolina doveva promuovere ed essere rappresentativa della Fondazione Cini a Venezia richiamandone aspetti storici, architettonici, paesaggistici, ludici e facendo eventualmente anche riferimento alle opere artistiche presenti. La cartolina doveva essere facilmente riproducibile attraverso le tecniche di stampa tipografica e l’uso delle fustelle, ponendo anche attenzione al costo di produzione. Pur essendo l’ottenimento di un oggetto tridimensionale lo scopo primario, la cartolina doveva “funzionare” anche nelle due dimensioni; per questo motivo era importante l’accuratezza della soluzione grafica proposta. Erano ammesse la stampa fronte-retro, i tagli ed anche eventuali cordonature (per permettere la piega); l’oggetto doveva poter essere montato senza l’utilizzo di colle, solo con l’incastro e/o la piegatura.

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Presentazione dei progetti dei biscotti alla Majer (28/03/2013)

Giovedì 28 marzo 2013,  assieme ai titolari delle pasticcerie Majer (Federico Zinelli e Fabrizio de Nardis) e al pasticcere Taku Oyamada, sono stati visionati e selezionati i progetti degli studenti del Triennio per la realizzazione dei cinque biscotti che verranno prodotti in occasione della 55 edizione della Biennale Arte di Venezia.

selezione Majer

Triennio 2012/2013 – Gioiello con scarti industriali

La progettazione di un “gioiello” (presumibilmente una collana o un braccialetto) che reinterpreti uno scarto di tipo industriale. Il tema non è centrato sul riciclo di prodotti difettati o dimessi, bensì sulla reinterpretazione di un residuo di lavorazione che, attraverso operazioni di ricontestualizzazione e riorganizzazione, generi un nuovo artefatto. Un progetto che didatticamente offra la possibilità di operare su forme e materiali precostituiti introducendo una metodologia di lavoro che restituisca coerenza ad elementi per loro natura frammentati e casuali. Per svolgere correttamente l’iter che porterà al progetto finale, gli studenti, anche organizzati in gruppi, prenderanno contatto con alcune aziende (presumibilmente nell’area veneziana, ma non necessariamente) chiedendo di poter “lavorare” con gli scarti di produzione che le stesse aziende producono. L’esercizio progettuale sarà poi portato avanti in modo individuale. Lo scopo di questo tipo di organizzazione è molteplice. Oltre alla principale finalità didattica con l’applicazione di una metodologia progettuale, c’è la possibilità di creare, con il pretesto del progetto, l’opportunità di un rapporto con il mondo reale della produzione, avvicinando aziende che, per questo o altri progetti, potrebbero essere interessate ad una collaborazione. Altro implicito obiettivo è di offrire alle ditte coinvolte la possibilità di realizzare dei prodotti a bassissimo costo che auspicabilmente trovino un canale di vendita.Non è richiesto il progetto del packaging del gioiello poiché si prevede sia inserito in una palla di plastica e per questo motivo dovrà avere dimensioni tali da poter essere contenuto in un volume sferico di circa 7 cm di diametro.

BerduscoLaura  BiscuolaGiulia BrovelliGiovanni  BussoGiacomo

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