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Mostra “Dall’Accademia per l’Accademia”

La mostra DALL’ACCADEMIA PER L’ACCADEMIA (14 settembre – 14 dicembre 2018) raccoglie una selezione di progetti del corso di Design realizzati nell’A.A. 2016-17 all’Accademia di Belle Arti di Venezia e ispirati alle opere delle Gallerie.
L’iniziativa è un’occasione per consolidare il rapporto storico che lega le Gallerie, luogo in cui si raccoglievano le opere d’arte con finalità didattiche e l’Accademia, luogo della formazione.
I progetti esposti sono una parziale produzione annuale del corso di Design all’interno del quale, affinché gli allievi siano sollecitati da diversi stimoli, sono forniti in sequenza numerosi temi in cui esercitare una metodologia progettuale.
Generalmente sono coinvolte aziende o istituzioni del territorio proprio per accrescere il legame con il contesto di insediamento dell’Accademia di Belle Arti e rendere consapevoli gli studenti delle opportunità che il luogo offre.
Nello specifico delle opere in mostra l’ispirazione e il destinatario sono le Gallerie dell’Accademia di Venezia, imprescindibile istituzione veneziana, la cui ricchezza di stimoli diventa cornucopia cui poter attingere senza moderazione.
Più che il valore dei singoli oggetti esibiti – si tratta essenzialmente di esercitazioni didattiche – risulta interessante l’insieme di tutti gli artefatti. I temi di progetto proposti sono stati “una trottola funzionale” e “una lettera tridimensionale”, ambedue oggetti che hanno avuto come spunto iniziale un’opera, un personaggio o l’architettura stessa delle Gallerie.
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una trottola funzionale

Il brief di progetto richiedeva la realizzazione di una trottola “funzionale” da realizzarsi in legno. Le trottole sono tra gli strumenti di gioco più diffusi a livello mondiale. Con poche variazioni nella forma e nelle modalità di utilizzo, le trottole sono da sempre utilizzate sia come attività ludica che come oggetto rituale. Di sicuro già gli Egizi conoscevano questo oggetto e, in particolare, una trottola in legno di cisto fu ritrovata in una tomba presso Kemada, a Menfi, databile all’Antico Regno (2600-2200 a.C.). Si pensa che comunque il gioco sia di molto antecedente: ancora oggi, soprattutto tra le popolazioni indigene di Asia e Africa è in uso tra i bambini utilizzare ghiande o altre trottole rudimentali in legno per giocare. Pur essendo un oggetto con una lunghissima tradizione, era richiesto un progetto che ne rileggesse la forma e la funzione nella contemporaneità. Per questo, associato al movimento di rotazione, era richiesto un oggetto che assolvesse anche ad un’altra funzionalità. La trottola poteva, per esempio, essere il coperchio di un contenitore, un porta sale- pepe, un porta anelli, un ferma porta, un gioiello, uno strumento sonoro, un gioco (tipo dado), un timbro, un segnaposto o altro ancora. Auspicabilmente la trottola progettata avrebbe potuto essere asimmetrica, scomponibile, ricostruibile, smontabile, cava, nested, doppia, e comunque tutta in legno, anche se era prevista la possibilità d’uso di legni di essenze diverse. L’ispirazione del progetto doveva obbligatoriamente pervenire dalle opere artistiche presenti all’interno delle Gallerie dell’Accademia di Venezia. I migliori progetti potranno essere realizzati da Rizzo atélier tecnologico di alta falegnameria, che è partner nel progetto, con la finalità di commercializzarli nel bookshop del Magazzino del Sale dell’Accademia di Belle Arti di Venezia. L’oggetto doveva essere completato da un packaging minimale nel quale inserire i loghi di Rizzo, dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, di ABPR17designNomeCognome e anche di un’infografica con sintetizzati i ragionamenti progettuali che hanno portato alla definizione formale dell’artefatto.