Una cuccia – microarchitettura

Il progetto era in concomitanza con la 17.a Biennale di Architettura di Venezia (2020) ed aveva come soggetto la realizzazione di una “microarchitettura” ispirata ai Padiglioni nazionali presenti ai Giardini della Biennale a Venezia, luogo dell’esposizione. Queste “microarchitetture” erano in realtà delle cucce per gatti o cani di piccola taglia da realizzarsi integralmente con il cartone (con l’aggiunta di un eventuale cuscino in tessuto imbottito).
Il progetto richiedeva di scegliere, preventivamente, uno dei Padiglioni nazionali esistenti ai Giardini della Biennale di Venezia. In seguito è stata richiesta la progettazione di una cuccia realmente utilizzabile e inscritta in un volume massimo d’ingombro di cm 50 x cm 50 x cm 50.
La tecnica di costruzione proposta era l’incastro a secco delle parti di cartone ottenute con fustellatura e/o piegatura (cordonatura), possibilmente, senza incollaggi. Il cartone da utilizzare era della tipologia ondulata con uno spessore presunto di almeno 4 mm.
La focalizzazione del progetto è avvenuta sia sul piano formale (con una speciale attenzione alle proporzioni e ai valori simbolici dell’oggetto architettonico) e sia sul piano rappresentativo con i disegni progettuali e in particolare con il prototipo realizzato utilizzando una o più tipologie di cartone a scelta.

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