Un diffusore d’ambiente per il Caffè Florian

Il brief del progetto richiedeva l’ideazione di un diffusore d’ambiente che apparterrà alla linea di prodotti editati dal Caffè Florian di Venezia. Attualmente nel catalogo ci sono quattro esclusivi profumi d’ambiente: SALA DEL SENATO, SALA DELLE STAGIONI, SALA DEGLI UOMINI ILLUSTRI, SALA ORIENTALE. Il progetto chiedeva di ideare una bottiglia riutilizzabile nella quale versare uno dei quattro profumi d’ambiente Florian a scelta tra le fragranze esistenti. Si ipotizzava di realizzare il flacone-diffusore in vetro soffiato e quindi con riferimento alla classica produzione del vetro muranese. La finalità del progetto era costruire un artefatto tridimensionale che riflettesse sulle tecniche di produzione del vetro e fosse formalmente caratterizzato.

Un gioiello “profumato” in vetro borosilicato

Il brief del progetto richiedeva l’ideazione di un gioiello indossabile e “profumato” da realizzarsi con il vetro borosilicato per il bookshop di Palazzo Mocenigo a Venezia, sede del Museo di Palazzo Mocenigo, Centro Studi di Storia del Tessuto, del Costume e del Profumo.
Il progetto ha avuto come partnership le aziende Mavive e Bluside.

Un bicchiere di plastica per l’aperitivo

Il brief del progetto richiedeva l’ideazione di un bicchiere per l’aperitivo da realizzarsi in plastica riutilizzabile per i plateatici dei locali pubblici che gravitano nell’area di Campo Santa Margherita a Venezia. La finalità del progetto era costruire un artefatto tridimensionale che riflettesse sulle tecniche di produzione industrializzate e fosse formalmente caratterizzato e contestualizzato.

Bracciale di carta con scatola espositore

Per l’iscrizione al corso era richiesta la progettazione di un bracciale di carta con con scatola-espositore. Il materiale da utilizzare era esclusivamente la carta, liberamente scelta nella tipologia. I bracciali con la scatola-espositore dovevano essere fotografati, con sfondo bianco o neutro, in modo comunicativo, a discrezione dello studente. L’ispirazione del progetto doveva obbligatoriamente pervenire da una carta pescata dal mazzo Sinapsi Compositive. Tale carta doveva essere inclusa (con un montaggio fotografico) nell’immagine comunicativa del gioiello.

Anello di carta con scatola espositore

Per l’iscrizione al corso era richiesta la progettazione di un anello di carta con con scatola-espositore. Il materiale da utilizzare era esclusivamente la carta, liberamente scelta nella tipologia. L’anello con la scatola-espositore dovevano essere fotografati, con sfondo bianco o neutro, in modo comunicativo, a discrezione dello studente. L’ispirazione del progetto doveva obbligatoriamente pervenire da una carta pescata dal mazzo Sinapsi Compositive. Tale carta doveva essere inclusa (con un montaggio fotografico) nell’immagine comunicativa del gioiello.

Pop up a sorpresa – Biennio 2019-2020

Il progetto di “una pagina” in cartone di 21 cm x 21 cm apribile a 180° (ottenendo una doppia pagina di misure 21 cm x 42 cm) elaborata con la tecnica del “pop up”, in cui tutti gli elaborati (i progetti ed anche, eventualmente, le esercitazioni) del corso trovano collocazione. La “pagina pop-up” richiesta è una sorta di “riassunto tridimensionale” del corso che permette di raccontare una storia.

Triennio 2019/2020 – Scatola a sorpresa (progetto finale)

Il progetto di una scatola e del suo contenuto in cui le problematiche della rappresentazione, della grafica, del packaging e dello storytelling trovano concretizzazione raccogliendo figurativamente tutti i progetti con, eventualmente, le esercitazioni elaborate.
Il contenitore presenta una sorta di “riassunto tridimensionale” del corso creando una “storia” che utilizza gli elaborati realizzati durante il corso dell’anno come “ingredienti” di una storia da raccontare.
La scatola rispetta le misure (in prospetto) del contenitore standard porta DVD (H cm 19,2 x P cm 13,8), mentre ha uno spessore massimo (L) a discrezione di cm 13,8.

Una cuccia – microarchitettura

Il progetto era in concomitanza con la 17.a Biennale di Architettura di Venezia (2020) ed aveva come soggetto la realizzazione di una “microarchitettura” ispirata ai Padiglioni nazionali presenti ai Giardini della Biennale a Venezia, luogo dell’esposizione. Queste “microarchitetture” erano in realtà delle cucce per gatti o cani di piccola taglia da realizzarsi integralmente con il cartone (con l’aggiunta di un eventuale cuscino in tessuto imbottito).
Il progetto richiedeva di scegliere, preventivamente, uno dei Padiglioni nazionali esistenti ai Giardini della Biennale di Venezia. In seguito è stata richiesta la progettazione di una cuccia realmente utilizzabile e inscritta in un volume massimo d’ingombro di cm 50 x cm 50 x cm 50.
La tecnica di costruzione proposta era l’incastro a secco delle parti di cartone ottenute con fustellatura e/o piegatura (cordonatura), possibilmente, senza incollaggi. Il cartone da utilizzare era della tipologia ondulata con uno spessore presunto di almeno 4 mm.
La focalizzazione del progetto è avvenuta sia sul piano formale (con una speciale attenzione alle proporzioni e ai valori simbolici dell’oggetto architettonico) e sia sul piano rappresentativo con i disegni progettuali e in particolare con il prototipo realizzato utilizzando una o più tipologie di cartone a scelta.

Un biscotto per le Gallerie dell’Accademia

Il brief di progetto richiedeva la realizzazione di un biscotto ispirato ad un’opera pittorica presente alle Gallerie dell’Accademia di Venezia.
La finalità del progetto è sollecitare una visita concentrata ed inedita delle Gallerie con un occhio attento ai particolari presenti nelle opere esposte.
Ulteriore scopo del progetto era costruire un artefatto che, legato in modo diretto ed evidente ad un’opera artistica presente nelle Gallerie dell’Accademia, possedesse anche un aspetto proporzionale particolarmente studiato. Si raccomandava quindi di verificare i rapporti proporzionali tra le parti dell’oggetto e di renderli evidenti con un disegno delle linee strutturali da sovrapporre alla vista frontale dell’artefatto.
Il progetto del biscotto è diventato anche una riflessione su come la forma può aiutare la percezione del sapore.